11.10.17

GENTILONI CENSURA IL WEB IN ITALIA





di Gianni Lannes

Della serie controllo totale: un altro passo verso la dittatura. Prima Renzi ha mercanteggiato i dati sanitari della popolazione italiana - senza chiederne il consenso a tutti gli interessati - passata, presente e futura con l'Ibm (accordo segreto siglato a Boston il 31 marzo 2016) in cambio di un investimento di appena 150 milioni di dollari a Segrate (progetto Watson). Ora, invece di approvare una legge contro la tortura, ecco un'altra norma liberticida dopo quella sui vaccini obbligatori a danno dei minori. Il pretesto per mettere a tacere la Rete su cui c'è ancora libertà e indipendenza di pensiero nonché di espressione, è il diritto d’autore. 

Il disegno di legge 2886 su iniziativa del governo tricolore privo di consenso elettorale ed eterodiretto dall’estero (“Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2017”), sta per essere approvato al Senato ed entrerà direttamente in vigore. Infatti il 5 ottobre è tornato in discussione. E ci sarà una stretta totalitaria anche sui dati della telefonia, un provvedimento antidemocratico che non ha eguali in Europa. Il riferimento è come al solito l’Europa, a cui l’Italia prima con il Trattato di Maastricht nel 1992 incluso il Britannia dei Windsor a Civitavecchia, subito dopo l’eliminazione stragista di Falcone e Borsellino, e in seguito con il Trattato di Lisbona nel 2007, ha abdicato totalmente alla propria sovranità. 

Per la cronaca documentata: Gentiloni è lo stesso passacarte che nel 2015 segretamente, ovvero di nascosto (Trattato di Caen mai ratificato dal Parlamento italiano), in qualità di ministro degli esteri sotto Matteo Renzi,  ha ceduto ben 339,9 chilometri quadrati di mare italiano alla Francia.

L’Agcom (l’autorità amministrativa che vigila sulle comunicazioni che dipende dal potere politico) senza alcun controllo dell’autorità giudiziaria, potrà disporre non solo la cancellazione del contenuto di un sito online ma anche che lo stesso sito, provider, blog o forum, impedisca che ci siano altre violazioni su Internet. La norma si applica a tutte le piattaforme elettroniche, quindi anche a Facebook, Youtube, Instagram, Twitter fino a blog e forum. Le medesime statuizioni europee citate nel testo approvato prevedono esattamente il contrario di quello che Baruffi ed altri hanno fatto approvare alla Camera dei deputati. Gli articoli 3 e 9 della direttiva 2004/48/CE che secondo Baruffi darebbero ad un’autorità amministrativa il potere di “sequestrare” il web, prevedono invece che sia solo l’Autorità giudiziaria competente ad adottare, in casi limite, il potere di adottare misure cautelari sul web.

La censura non è altro che il modo concreto per il discorso dell'ordine di travestire, escludere, eludere o negare quei contenuti che rischierebbero di mettere in pericolo la sua legittimità, le sue certezze, il suo potere. 

Che fare? Un regime telecomandato da potenze straniere (il quarto governo consecutivo non votato dal popolo sovrano) per definizione non si riforma, ma si licenzia in tronco. Su la testa!

Riferimenti:



http://documenti.camera.it/apps/emendamenti /getProposteEmendative.aspx?contenitorePortante=leg.17.eme.ac.4505&tipoSeduta=0&sedeEsame=null&urnTestoRiferimento=urn:leg:17:4505:null:A:ass:null:null&tipoListaEmendamenti=1


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